Lusi, l’ex tesoriere della Margherita che ha preso 13 milioni di euro, è stato espulso dal partito, ma ora ha la faccia tosta di dire che vuole fare ricorso in tribunale. Questi sono i fatti che fanno dire alla gente: sono tutti uguali, tutti ladri. Già si sente serpeggiare un pericoloso qualunquismo tra persone sia di destra che di sinistra. Sempre più spesso sento dire: io non voto più, perché queste persone ci vengono imposte dai partiti. Non votare è un rischio: così nascono le dittature. La riforma elettorale per cancellare il Porcellum di Calderoli è sempre più urgente.
Il ministro Severino sta facendo un tentativo per migliorare la condizione dei carcerati. Ha detto: «Il grado di civiltà di un Paese si misura anche dallo stato delle carceri». Le nostre sono sovraffollate e si vive in condizioni disumane. A parte qualche eccezione, come il carcere di Bollate o quello di Orvieto, si tratta di edifici vecchi con stanze pensate per ospitare 2-3 persone e riempite con 4-5. Bisogna mettere riparo, anche se costa. Del resto, assistiamo a sprechi vergognosi per arredare palazzi e case… Penso alle spese folli di Formigoni per arredare il Pirelloni-bis e a quelle dell’ex ministro Castelli per abbellire l’alloggio di servizio con un terrazzo verdeggiante.
In questi giorni si sono dette molte cose sui giovani precari. In parte vere. Ad esempio, il fatto che se ti laurei a 28 anni sei uno sfigato forse non è sbagliato. Ai miei tempi ci si laureava a 23 anni, i fuori corso non esistevano. Ora ci si laurea anche a 30: se lavori si può capire, ma se sei figlio di papà un po’ meno. Non capisco invece l’uscita di Monti sul fatto che bisogna cambiare posto di lavoro. Sarebbe bello, certo, se fallita una ditta i lavoratori trovassero subito un altro impiego, ma se il lavoro c’è ed è stabile perché cambiare? L’importante è che ci sia lavoro per tutti: se è stabile bene, se non è stabile che si possa trovarne un altro in poco tempo.